Tuareg

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giovedì 29 giugno 2017

Sulle opinioni religiose del dott. Antonio Zichichi

Pubblicato su una chat di WhatsApp di una cara amica.



Egregio, esimio, elevatissimo dottor Zichichi,
Mi preme di rispondere alla sua affermazione in merito alla fede in Dio. Premesso che io non vado a giudicare in casa d'altri, e mi farebbe piacere che gli altri non giudicassero in casa mia: ma mi rendo conto che nel paese che ha visto la dittatura fascista, la preminenza ideologica comunista e il pentapartito tutto ciò sia praticamente impossibile. Speravo che almeno un uomo di scienza si sollevasse da queste diatribe da condominio: evidentemente mi sono sbagliato, ma siccome sono ateo io della vita non ho capito un mazzo, giusto?

Fatta questa premessa insopportabilmente acida, mi permetto di dare soltanto una risposta al suo pensiero. Se, come ella dice, né la scienza né la logica permettono di concludere che Dio non esiste, esse parimenti non permettono neanche di concludere che Dio esiste. Se perciò nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che crede, parimenti nessun credente può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che non crede. Da questo punto di vista, la sua affermazione secondo cui credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla è qualcosa che la squalifica in maniera clamorosa: che la mette al pari dell'ateismo di Stato di stampo sovietico, che la mette al pari dell'integralismo islamico, che la mette al pari del più sgradevole leone di tastiera che scrive del complotto della Big Pharma e dei vaccini assassini.

Caro signor Antonio, nella sua superbia e nel suo egocentrismo ella ha cercato di gettare nel secchio delle immondizie la libertà di pensiero, per la quale anche tanti credenti hanno lottato, e che oggi è rivendicata dal credente integralista e intollerante come lei. Dimentica inoltre che tanti e tanti non credenti hanno studiato la Bibbia, sovente molto più di chi si dichiara credente ma non praticante, trucchetto retorico per dire che usa la fede fin quando gli torna comodo, poi chi se ne ricorda più. Ne ho visti, quando ero all'università, di studenti in processione alla Cappella Universitaria all'inizio di giugno, per poi smettere di andare alla fine di dicembre. Ecco, io non ho mai fatta una cosa di questo genere; né l'avrei mai fatta, se fossi stato credente. Come ella può immaginare, io non sono il tipo da usare Dio per il mio tornaconto. Ecco perché queste sparate sulla fede del prossimo sono, a mio avviso, un pessimo esempio di intolleranza religiosa.
Con infinita contrarietà.
Stefano Stronati.

Aggiornamento: T***, abbi pazienza: il dottore non è un ignorante, non è un maleducato, non è l'ultimo cretino reclutato su Facebook. Al contrario, è un uomo di scienza, un uomo che va in televisione ed espone al mondo il proprio pensiero. Un uomo così non si può permettere di dire che credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla: la Bibbia non è un libro scientifico, e un uomo di scienza deve sapere molto bene questa cosa, non si può permettere di sbagliare sull'argomento. Ecco perché io ho risposto alla pari: uomo di scienza è lui, uomo di scienza sono io, uomo di coscienza è lui, uomo di coscienza sono io.